Newsletter 11/2026
NEWSLETTER DELL’OSSERVATORIO DEMENZE DELL’ISTITUTO SUPERIORE DI SANITÀ – n.11/2026
Introduzione
In questo numero della Newsletter sono riportate due esperienze territoriali: la prima a Salerno relativa alla scuola dei caregiver, la seconda a Bologna sul tema della disseminazione ed implementazione della linea guida su diagnosi e trattamento di demenza e Mild Cognitive Impairment. Queste attività denotano l’impegno dei professionisti sociosanitari a trasferire nella realtà assistenziali le migliori evidenze che consentono di migliorare la qualità di vita delle persone con demenza e i loro familiari. Condividere queste esperienze può essere da stimolo per altre realtà territoriali dove gli operatori si trovano ad affrontare numerose criticità organizzative. Nella rubrica sui progetti proponiamo un aggiornamento del progetto europeo JADE Health sul tema della prevenzione della demenza e dell’ictus. L’auspicio è che questa attività consenta un domani di elaborare una strategia europea sul tema della prevenzione con policy di ampio respiro e di prospettiva temporale adeguata, in considerazione anche della recente approvazione in Conferenza Stato Regioni del nuovo Piano Nazionale della Prevenzione 2026-2031. L’approfondimento della letteratura riguarda una survey nel sistema sanitario inglese sull’organizzazione dei servizi dedicati alla demenza. Il confronto rispetto alla nostra realtà assistenziale fa riflettere sulle similitudini e le differenze. Infine, ricordiamo che è possibile iscriversi sia al prossimo convegno dei CDCD di novembre che al corso di epidemiologia delle demenze di ottobre, due appuntamenti abituali proposti dall’Osservatorio Demenze dell’Istituto Superiore di Sanità.
(Nicola Vanacore)
Approfondimenti tematici - III Edizione “La Scuola per il Caregiver al CDCD” Distretto Sanitario 60 ASL Salerno "Prendersi cura di chi cura"
La cura della persona con demenza non può prescindere dalla cura di chi quotidianamente la assiste. È da questa consapevolezza che nasce e si consolida la III Edizione della "Scuola per il Caregiver al CDCD”, progetto promosso dal CDCD del Distretto Sanitario 60 – ASL Salerno, con l’obiettivo di offrire sostegno concreto, formazione e strumenti pratici ai caregiver familiari. Il progetto si inserisce all’interno delle attività integrate del CDCD DS 60 ASL Salerno, in una logica di presa in carico globale della persona con disturbi neurocognitivi e della sua rete familiare. Il caregiver rappresenta infatti una figura centrale nel percorso assistenziale, spesso esposta a carichi emotivi, organizzativi e fisici significativi, che necessitano di essere riconosciuti, sostenuti e guidati. La scuola si configura come uno spazio strutturato di apprendimento e condivisione, in cui professionisti sanitari, psicologi, medici, infermieri e operatori sociosanitari accompagnano i partecipanti in un percorso progressivo di crescita delle competenze. Gli incontri affrontano temi fondamentali come la comprensione dei disturbi cognitivi, la gestione dei disturbi comportamentali, le strategie comunicative efficaci, la prevenzione del burnout e le risorse territoriali disponibili.
Un elemento distintivo del progetto è la sua dimensione comunitaria: non solo formazione tecnica, ma anche ascolto, confronto e sostegno reciproco tra famiglie che vivono esperienze simili. In questo senso, “La Scuola per il Caregiver al CDCD” diventa un presidio di salute relazionale e sociale, capace di rafforzare la resilienza delle famiglie e di promuovere una cultura della cura condivisa. L’edizione 2026 si inserisce in un più ampio percorso di innovazione dei servizi del CDCD DS 60, che punta a integrare assistenza clinica, supporto psicologico e interventi psicoeducativi, in una prospettiva di continuità assistenziale e prossimità territoriale.
Il progetto è coordinato dal Dott. Gerardo Menichino, Responsabile del Progetto, e sotto la supervisione scientifica del Dott. Giovanni Rea, Responsabile Scientifico del CDCD DS 60 ASL Salerno, a garanzia della qualità metodologica e dell’aderenza alle più recenti evidenze scientifiche in ambito neurocognitivo. “Prendersi cura di chi cura” non è solo uno slogan, ma una necessità etica e clinica: sostenere il caregiver significa migliorare la qualità di vita della persona con demenza, ridurre il carico assistenziale e rafforzare la rete di cura territoriale.
La III Edizione della Scuola per il Caregiver rappresenta quindi un ulteriore passo avanti nella costruzione di un modello integrato, umano e sostenibile di assistenza alle demenze, centrato sulla persona e sulla sua famiglia.
(Gerardo Menichino, Azienda Sanitaria Locale Salerno)
Progetti e piani strategici – JADE Health: risultati preliminari sulla prevenzione di demenza e ictus in Europa
Nell’ambito del programma europeo EU4Health, JADE Health si propone di migliorare e promuovere la salute negli Stati membri dell’Unione Europea, riducendo l’impatto della demenza e degli altri disturbi neurologici sia a livello individuale sia di popolazione. In questo contesto, il Work Package 7, dedicato alla prevenzione della demenza e dell’ictus, mira a fornire un quadro di riferimento condiviso per i Paesi partecipanti, attraverso l’identificazione e la caratterizzazione degli interventi, la stima dei casi potenzialmente prevenibili e la promozione di attività di formazione e informazione rivolte a cittadini e professionisti sanitari e sociosanitari. Inoltre, il Work Package 7 intende sostenere la pianificazione da parte dei decisori e dei responsabili delle politiche sanitarie, promuovere strategie di prevenzione basate sulla popolazione e adattabili ai diversi contesti, migliorare il monitoraggio dei fattori di rischio modificabili e favorire la ricerca sulla prevenzione della demenza e dell’ictus.
Il lavoro condotto finora ha permesso di integrare due dimensioni complementari, da un lato, l’analisi dei quadri strategici e programmatori adottati nei Paesi partecipanti e, dall’altro, la raccolta e sintesi dei dati epidemiologici relativi ai principali fattori di rischio associati a demenza e ictus. L’approccio comparativo multi-Paese ha incluso documenti nazionali e subnazionali, strategie dedicate, piani trasversali e settoriali, sistemi di sorveglianza, indagini di popolazione, database amministrativi e studi di coorte.
Le analisi preliminari mostrano una significativa eterogeneità tra i Paesi europei. In alcuni contesti sono presenti strategie o piani nazionali specificamente dedicati alla demenza, mentre i piani rivolti in modo mirato all’ictus risultano meno diffusi e meno omogenei. In molti casi, la prevenzione di demenza e ictus è affrontata all’interno di cornici più ampie, come strategie per le malattie croniche non trasmissibili, programmi di prevenzione generale, piani per l’invecchiamento attivo o interventi di promozione della salute. Tuttavia, questi strumenti non sempre includono azioni specifiche, indicatori condivisi o meccanismi strutturati di monitoraggio. Anche a livello regionale e locale si osservano differenze rilevanti, che possono contribuire a una frammentazione nell’attuazione delle politiche.
La raccolta dei dati sui fattori di rischio conferma un quadro altrettanto diversificato. La prevalenza dell’obesità varia da circa il 10% a oltre il 30%; l’ipertensione supera frequentemente il 30–40%; il fumo si colloca tra il 15% e il 33%; l’inattività fisica raggiunge in alcuni Paesi valori superiori al 60%. Sono stati inoltre riportati altri fattori rilevanti per la prevenzione, tra cui diabete, iperlipidemia, deficit uditivi e visivi, isolamento sociale e consumo eccessivo di alcol. La disponibilità dei dati e le modalità di misurazione non sono però sempre comparabili, rendendo più complessa una lettura armonizzata a livello europeo.
Nel complesso, va sottolineato che questi risultati sono preliminari e parziali e non restituiscono un quadro esaustivo della situazione, poiché riflettono i Paesi partecipanti, la disponibilità dei documenti e l’expertise dei team coinvolti; pertanto, l’assenza di strategie o informazioni in alcuni contesti non implica necessariamente la loro effettiva mancanza.
Tuttavia, i risultati preliminari invitano a riflettere sulla complessità della prevenzione di demenza e ictus, che richiede non solo interventi mirati, ma anche politiche integrate capaci di agire sui determinanti sociali, ambientali e comportamentali della salute. Le differenze osservate tra Paesi evidenziano quanto sia importante disporre di strategie coerenti, dati comparabili e sistemi di monitoraggio interoperabili, in grado di dialogare tra loro, senza perdere di vista le specificità dei diversi contesti nazionali e locali. In questa prospettiva, il confronto europeo rappresenta un’opportunità per valorizzare le esperienze già avviate, individuare aree di miglioramento e promuovere approcci di prevenzione più equi, sostenibili e orientati lungo tutto il corso della vita.
(Guido Bellomo)
Notizie dal Fondo Alzheimer e Demenze 2024-26 – Convegno "Disseminazione delle linee guida per la diagnosi e il trattamento di MCI e demenze" Bologna, 14 maggio 2026
Il 14 maggio 2026 la Regione Emilia-Romagna ha organizzato un convegno dedicato alla disseminazione delle linee guida nazionali per la diagnosi e il trattamento del Mild Cognitive Impairment (MCI) e delle demenze, rivolto ai professionisti dei Centri Disturbi Cognitivi e Demenze (CDCD) e delle strutture residenziali.
I lavori, dopo i saluti istituzionali del Responsabile del Settore Assistenza Territoriale della Regione E-R, sono stati introdotti di Barbara Manni sottolineando l’importanza per i professionisti che lavorano con persone con demenza, di conoscere le Linee Guida Nazionali sulla diagnosi e trattamento di MCI e Demenze in tutti i setting assistenziali. Il convegno è iniziato con la presentazione di Antonio Ancidoni, in rappresentanza dell’Istituto Superiore di Sanità, sulla metodologia di sviluppo delle linee guida. Le successive presentazioni si sono articolate in tre sessioni tematiche. La prima ha affrontato il setting ambulatoriale: Federica Boschi ha illustrato i modelli assistenziali e il coordinamento delle cure; Paolo Caffarra ha trattato i trattamenti farmacologici e non farmacologici nella cura delle Demenze e MCI; Ilaria Martis e Annalisa Bonora hanno condiviso l'esperienza applicativa delle raccomandazioni nella realtà locale di Modena. La seconda sessione, dedicata al setting residenziale (RSA/CRA/CD), ha visto Marina Turci intervenire sulla formazione del personale sociosanitario e Nadia Samorini presentare l'esperienza della Romagna in cui le raccomandazioni sono state implementate sia in una Residenza Anziani che in un Centro Diurno. La terza sessione ha approfondito le implicazioni etiche e le cure palliative: Alessandra De Palma ha affrontato il tema del coinvolgimento della persona con demenza nelle decisioni anticipate di cura, mentre il contributo dell'associazionismo ha approfondito il tema su come le Associazioni possono veicolare la diffusione dei contenuti delle linee guida anche ai cittadini, famigliari e caregiver.
Il filo conduttore dell'evento è stato il trasferimento sistematico delle raccomandazioni cliniche nella pratica quotidiana dei diversi setting assistenziali, con attenzione sia agli aspetti tecnico-clinici sia alle dimensioni etiche e partecipative della cura. L'implementazione nella pratica di alcune raccomandazioni non sono sempre facili, alcune criticità nell'implementazione richiedono interventi organizzativi o talvolta anche cambiamenti culturali, come per esempio la comunicazione della diagnosi al paziente e il coinvolgimento nelle scelte terapeutico-assistenziali. In altre situazioni, come i contesti residenziali, le raccomandazioni applicate passano attraverso interventi personalizzati e creativi utili da diffondere e condividere.
Il convegno è stato molto apprezzato e interattivo, ha coinvolto 105 presenze in aula e 189 collegamenti in streaming. Le raccomandazioni offrono ai clinici e ai professionisti sanitari percorsi e binari ben delineati che aiutano scelte pratiche e consapevoli nella gestione e cura di persone con MCI e demenza, oltre ad aiutare il caregiver nella comprensione delle scelte. Ci si auspica quindi di poter replicare il Modello di disseminazione anche in altre Province e Regioni d’Italia.
(Barabra Manni, Regione Emilia-Romagna)
News dalla letteratura scientifica – Evidenze da una survey rivolta alle cliniche della memoria nel Regno Unito
Nel Regno Unito (UK) oggi si stimano circa 982.000 persone con demenza, dato che aumenterà a 1.4 milioni entro il 2040. Di conseguenza, in UK, come in Italia, il tema della demenza rimane una priorità per la sanità pubblica. In questo contesto, un recente studio coordinato dal National Institute for Health and Care Research (NIHR), si è proposto di mappare le attuali procedure di diagnosi e presa in carico delle cliniche della memoria in Inghilterra, confrontando l’operato dei servizi territoriali/di comunità (community services) con quelli nel setting ospedaliero per acuti (acute services) valutando inoltre la loro preparazione rispetto all'introduzione de nuovi farmaci anti-amiloidei e dei biomarcatori plasmatici. Lo studio trasversale ha previsto la conduzione di una survey tra maggio 2024 e gennaio 2025, con l’obiettivo di raggiungere le 188 cliniche della memoria presenti sul territorio inglese.
Alla survey hanno risposto 139 servizi su 188 (73,9%), di cui 130 erano servizi territoriali/di comunità e 9 gestiti da strutture ospedaliere per acuti (cliniche neurologiche). Il primo dato che è stato raccolto è che i servizi inglesi accolgono complessivamente quasi 200.000 invii all’anno, di cui il 98,7% sono indirizzati alle strutture di comunità. Il confronto tra le due tipologie di servizi evidenzia modelli organizzativi nettamente differenti:
I community services presentano un carico di lavoro molto elevato, con una mediana di 100,8 invii annui per singolo dipendente a tempo pieno. Solo il 14% del personale è composto da medici e il 30% delle visite avviene a domicilio. Queste strutture offrono inoltre supporto post-diagnostico come la terapia di stimolazione cognitiva (CST) (77,5%), ma meno della metà (41,7%) si sente adeguatamente preparata a prescrivere ed implementare i nuovi farmaci anti-amiloidei.
Per quanto riguarda invece gli acute services, questi presentano un minor volume di invii (45,8 per singolo dipendente a tempo pieno) presentano però una quota superiore di medici (33%); inoltre, le visite vengono effettuate quasi esclusivamente presso il servizio in clinica. Pur ricorrendo maggiormente all’utilizzo di risonanze magnetiche e dichiarandosi ampiamente pronte a prescrivere i farmaci anti-amiloidei (88,9%), solo il 55,6% (5/9) di queste strutture ha dichiarato di poter garantire interventi di supporto post-diagnostico in maniera routinaria.
L'analisi di regressione lineare ha rivelato che la ruralità e la specifica regione geografica di appartenenza influiscono significativamente sui tassi diagnostici locali. Le aree rurali e le regioni con minori risorse di personale in rapporto alla popolazione anziana mostrano tassi di diagnosi di demenza decisamente più bassi.
La ricerca evidenzia profonde disuguaglianze geografiche nell'accesso alle cure e alla diagnosi tempestiva della demenza in Inghilterra. Mentre i servizi ospedalieri appaiono tecnicamente più pronti alla transizione verso i farmaci anti-amiloide e i nuovi biomarcatori, i servizi territoriali garantiscono una presa in carico psicosociale e una capillarità assistenziale superiori, pur affrontando una elevata pressione sul carico di lavoro dei propri staff.
Queste evidenze, seppur appartenenti ad una realtà differente rispetto a quella italiana, rappresentano un’ottima opportunità di confronto al fine di applicare adeguate strategie di raccolta dei dati e di identificare strategie di presa in carico e allocamento delle risorse.
(Antonio Ancidoni)
Corsi/convegni e aggiornamenti dai siti web Immidem e Osservatorio Demenze
Vi ricordiamo che è aperta la call for abstract del XIX convegno “I Centri per i Disturbi Cognitivi e le Demenze e la gestione integrata della demenza” che si terrà a Roma il 23 e 24 novembre 2026. Maggiori informazioni disponibili a questo link.
Inoltre, sono aperte le iscrizioni al XXI corso “Epidemiologia clinica delle demenze” che si terrà a Roma dal 19 al 23 ottobre 2026. Il corso sarà esclusivamente in presenza, il modulo di iscrizione è disponibile a questo link.


