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Newsletter 10/2026

18 maggio 2026

NEWSLETTER DELL’OSSERVATORIO DEMENZE DELL’ISTITUTO SUPERIORE DI SANITÀ – n.10/2026

Nelle diverse rubriche del numero odierno vengono condivise alcune informazioni che documentano il costante impegno nel nostro Paese sul tema della demenza: la partecipazione ad una conferenza in Germania sul tema della prevenzione; i risultati del progetto PNRR PREV ITA DEM, l’implementazione capillare della LG sulla diagnosi e trattamento della demenza e del MCI nei servizi di 19 regioni e province autonome e la diffusione di strumenti neuropsicologici transculturali nell’Ospedale Sacco di Milano volti a migliorare l’offerta socio-sanitaria per le persone migranti. Infine sono presenti i link sia della call for abstract del prossimo convegno dei CDCD che si terrà presso l’Istituto Superiore di Sanità il 23 e 24 novembre 2026 che dell’evento finale del progetto ImmiDem tenutosi il 27 marzo dove è possibile acquisire video e presentazioni della giornata di lavoro. In questo numero viene condiviso anche il convegno che si terrà a Modena il 4 giugno 2026 sul tema della demenza tra ospedale e residenzialità.

Approfondimenti tematici - Prevenzione della demenza e invecchiamento attivo: il contributo dell’Osservatorio Demenze al dialogo europeo

L’Osservatorio Demenze dell’Istituto Superiore di Sanità ha partecipato all’8° Conferenza Federale sulla Salute e l’Invecchiamento Attivo, svoltasi a Colonia (Germania) il 22 aprile scorso, che ha rappresentato un importante momento di confronto sui temi della prevenzione della demenza lungo il corso della vita. L’edizione di quest’anno, dedicata al tema “Demenza e prevenzione in dialogo: migliorare l’istruzione, rafforzare le strutture, ridurre il rischio”, è stata organizzata dal Bundesinstitut für Öffentliche Gesundheit (BIÖG), Istituto Federale tedesco per la Sanità Pubblica.

La conferenza ha riunito decisori politici, rappresentanti delle istituzioni sanitarie, ricercatori ed esperti di sanità pubblica provenienti da diversi Paesi europei, offrendo un quadro aggiornato sulle politiche e sugli interventi di prevenzione della demenza. Al centro del dibattito vi sono stati il rafforzamento delle strategie nazionali, i meccanismi di governance, il coordinamento tra settori e livelli istituzionali e il ruolo dei contesti educativi e sociali nella riduzione del rischio di demenza.

L’Osservatorio Demenze ha contribuito ai lavori nell’ambito del Forum in Parallelo n°4, dedicato allo scambio di esperienze tra Paesi su strategie e buone pratiche in Europa. La sessione ha favorito un dialogo tra prospettive di policy, ricerca e pratica, mettendo in evidenza come approcci basati sulle evidenze scientifiche possano essere adattati e trasferiti tra diversi sistemi sanitari, contribuendo a rafforzare gli sforzi di prevenzione su scala europea. Nel corso della sessione, che ha visto la partecipazione di rappresentanti dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico e del Finnish Institute for Health and Welfare, ed è stata moderata dal BIÖG, sono stati discussi modelli di cooperazione internazionale e strumenti operativi utili a migliorare l’impatto delle politiche e degli interventi di prevenzione della demenza nei diversi contesti nazionali.

Nel contributo presentato dall’Osservatorio Demenze sono stati illustrati alcuni risultati preliminari del progetto europeo JADE Health (https://jadementia.eu/), con particolare riferimento al Work Package 7 e al percorso di implementazione dell'attività pilota sulla prevenzione in Italia. La presentazione ha consentito di condividere riflessioni iniziali sulle sfide e sulle opportunità legate alla traduzione delle evidenze scientifiche in interventi concreti, sostenibili e integrati nei sistemi di prevenzione.

Nel complesso, la conferenza ha confermato il valore del confronto europeo come strumento fondamentale per promuovere un approccio condiviso alla prevenzione della demenza, rafforzando l’integrazione tra ricerca, politiche pubbliche e pratiche di attuazione e contribuendo allo sviluppo di una visione della prevenzione sostenibile e orientata al lungo periodo nei diversi Paesi.

(Guido Bellomo)

Progetti e piani strategici – I risultati del progetto PNRR PREV ITA DEM

Il 22 aprile si è svolto in remoto il convegno finale del progetto PNRR PREV-ITA-DEM. Il progetto coordinato dall’ Istituto Superiore di Sanità  ha visto la partecipazione di tre Unità Operative: Fondazione Golgi Cenci, la rete di NEUROEPINET  costituita da una rete di epidemiologi e neurologi di cinque Regioni italiane (Dipartimento di Epidemiologia del Servizio Sanitario Regionale-Lazio; IRCCS Istituto delle Scienze Neurologiche di Bologna; Dipartimento dei Servizi Sanitari e Osservatorio Epidemiologico, Sicilia; Agenzia Regionale Sanitaria della Toscana; Unità di Epidemiologia, ASL TO3) coordinata  dall’Azienda Ospedaliera Universitaria di Palermo e l’Università del Salento. Il progetto ha consentito di caratterizzare il tema dei fattori di rischio modificabili associati al tema della demenza coniugando diversi paradigmi di ricerca quali quello epidemiologico, clinico e quello dei modelli animali e cellulari nonché campioni di sangue umano e materiale autoptico di cervelli umani. In particolare dal punto di vista epidemiologico si è calcolato il numero di casi evitabili di demenza, pari al 39.5% a livello nazionale con una notevole variabilità regionale compresa tra 30.5% e 47.4%. L’approfondimento di ampie coorti di pazienti incidenti con ipertensione, diabete e depressione ha mostrato che il rischio di demenza è più evidente per il diabete e la depressione che per l’ipertensione. Un approfondimento dei fattori di rischio modificabili e non in una coorte di popolazione con un follow-up di 12 anni ha permesso di calcolare un nomogramma individuale di rischio cognitivo in età avanzata che potrebbe essere utilizzato nella pratica clinica. È stato poi documentato che i fattori di rischio modificabili hanno un impatto nella progressione di malattia sia nei pazienti con MCI (almeno 3 fattori di rischio tra bassa istruzione, obesità, fumo, alcool, disturbi del sonno e disturbi della vista) che in quelli con demenza (alcool, fumo e disturbi del sonno nel peggioramento dei disturbi del comportamento). Lo studio di epidemiologia gemellare ha fatto emergere come l’elevata scolarità rappresenti un fattore protettivo mentre i disturbi del sonno e la riduzione delle capacità uditive rappresentino dei fattori di rischio del decadimento cognitivo. L’approfondimento biologico su un sottogruppo di coppie di gemelli evidenzia il contributo della componente genetica o ambientale nella variabilità di alcuni biomarcatori di danno ossidativo e dell’omocisteina, lasciando ipotizzare potenziali target di intervento terapeutico.

I modelli animali mostrano che l’esposizione a fattori di rischio modificabili è associata a: 1) un peggioramento delle performance cognitive, 2) cambiamenti significativi del metabolismo cerebrale, 3) l’instaurarsi di una risposta infiammatoria cerebrale, 4) un incremento del danno ossidativo al DNA, 5) una riorganizzazione dei sistemi antiossidanti e della catena respiratoria mitocondriale. Tutto ciò documenta che tali alterazioni precedono l’evidenza di marcatori strutturali di neurodegenerazione. I modelli cellulari mostrano che i parametri di vitalità cellulare e attività metabolica, numero di mitocondri e danno al DNA sono diversi nei campioni AD rispetto ai controlli. Le analisi plasmatiche documentano che l’aumento del livello di genoma mitocondriale nei tessuti è indice di una migliore funzionalità mitocondriale. Inoltre si è rilevato che la variazione nel tempo di biomarcatori di infiammazione e di neuroinfiammazione mostra come nei soggetti AD ci sia una maggiore instabilità dei pattern infiammatori e quindi un aumento della perdita dell’omeostasi infiammatoria. Inoltre si è rilevato che i fibroblasti dei pazienti AD mostrano disfunzioni dell’attività dei lisosomi e un difetto nell’acidificazione. con conseguente accumulo di lisosomi non funzionanti nonché alterazioni del flusso autofagico e un accumulo di autofagosomi. Questi dati  indicano una minore capacità di “smaltimento” dei rifiuti cellulari, che possono accumularsi, diventare tossici per le cellule e causare il loro danneggiamento. Inoltre pazienti con una patologia avanzata mostrano minori livelli di proteine mitocondriali circolanti rispetto ai controlli evidenziando come le disfunzioni mitocondriali e lisosomiali possono modificare la comunicazione tra gli organelli, il turnover mitocondriale e la mitofagia.

Gli studi autoptici su cervelli umani utilizzando la ferritina, GFAP (per identificare gli astrociti) e 3 diversi marcatori gliali (Iba1, CD68, HLA-DR) mostrano che le variabili associate alla patologia AD (basso MMSE, alto CDR, durata di malattia più lunga, stadi di Braak) erano associate tra loro e, in particolare MMSE, CDR e Braak, erano associate ad alta espressione di CD68, HLA-DR, ferritina e microglia distrofica (DM), con alcune differenze regionali. Complessivamente i risultati del progetto hanno consentito di caratterizzare il ruolo dei fattori di rischio nell’insorgenza e nella progressione del declino cognitivo nonché di identificare nuovi meccanismi eziopatogenetici e fisiopatologici alla base della neurodegenerazione. Le evidenze acquisite potranno essere  utili a stratificare la popolazione in base al profilo di rischio in modo da poter prevedere interventi mirati a ritardare l'insorgenza clinica del declino cognitivo.

(Nicola Vanacore)

Notizie dal Fondo Alzheimer e Demenze 2024-26 – Un aggiornamento sulla disseminazione e implementazione della linea guida “Diagnosi e trattamento di demenza e Mild Cognitive Impairment

Il percorso di disseminazione e implementazione della Linea Guida (LG) "Diagnosi e trattamento di demenza e Mild Cognitive Impairment" prosegue con determinazione. Ad oggi, l'impegno collettivo sta trasformando le raccomandazioni in pratiche quotidiane consolidate, grazie a una strategia che vede la sinergia tra diversi nodi di presa in carico e assistenziali della rete sociosanitaria.

Il processo di implementazione della LG risulta attivo in 19 Regioni/Province Autonome, a dimostrazione di una copertura quasi totale del territorio nazionale. La declinazione operativa dei contenuti sta interessando una rete che coinvolge attualmente:

21 Centri per i Disturbi Cognitivi e le Demenze (CDCD);
17 Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA);
18 Centri Diurni (CD).

Contestualmente, i professionisti coinvolti sono impegnati in una costante attività di disseminazione della LG, volta a favorire la conoscenza e l'applicazione delle raccomandazioni e a ridurre le disparità geografiche nell'accesso alle cure.

Un momento di particolare rilievo è stato rappresentato dal ciclo di incontri svoltosi tra febbraio e marzo 2026 nell’ambito del percorso breve di implementazione della LG (descritto nella Newsletter n.1/2026). In tale periodo sono stati condotti tre incontri tecnici in modalità telematica, strutturati per approfondire le specificità applicative della LG nei diversi snodi assistenziali (CDCD, RSA e CD). L'iniziativa ha riscosso un ampio consenso: vi hanno partecipato oltre mille professionisti e, come esito diretto di tale confronto, ad oggi 52 strutture sanitarie hanno aderito al percorso breve di implementazione. Maggiori informazioni sono disponibili sul sito dell’Osservatorio Demenze.

Si riscontra un livello di partecipazione positivo, a testimonianza del forte impegno delle strutture territoriali nel processo di allineamento alle evidenze scientifiche. In questa fase cruciale, prosegue con regolarità il monitoraggio e il supporto tecnico-scientifico fornito dall'Istituto Superiore di Sanità (ISS), finalizzato a facilitare il superamento di eventuali criticità locali e a garantire la sostenibilità dei percorsi intrapresi. L’obiettivo primario rimane il consolidamento di una rete assistenziale uniforme, adeguata e appropriata per le persone con demenza e Mild Cognitive Impairment.

(Elisa Fabrizi)

Convegno – La qualità di cura dell’anziano con demenza tra strutture residenziali e ospedale

Il prossimo 4 giugno 2026 si terrà a Modena il convegno “La qualità di cura dell’anziano con demenza tra strutture residenziali e ospedale”. L’evento, organizzato in sinergia dalle tre aziende sanitarie della provincia (AUSL Modena, AOU di Modena e Ospedale di Sassuolo) e patrocinato da tutti i comuni del territorio, rientra nel programma di Modena Capitale del Volontariato 2026. Il programma e le modalità di iscrizione sono disponibili a questo link.

News dalla letteratura scientifica – Approccio al paziente con diversità linguistiche e culturali

L’evoluzione demografica in atto in Italia, caratterizzata da un incremento costante della popolazione culturalmente e linguisticamente diversa (CALD), richiede un adeguamento strutturale dei servizi dedicati alla diagnosi dei disturbi cognitivi. In questo contesto, uno studio condotto presso il Centro Disturbi Cognitivi e Demenze (CDCD) dell’Ospedale Sacco di Milano ha valutato le modifiche intervenute nella pratica clinica tra i periodi 2016–2020 e 2021–2024, anche in relazione alle attività implementate nell’ambito del progetto Immidem. Nel periodo considerato, la proporzione di pazienti CALD sul totale delle valutazioni effettuate è aumentata dal 2.1% al 5.9%, corrispondente a una crescita del 180%. Il campione ha evidenziato un’elevata eterogeneità, con soggetti provenienti da 46 Paesi e parlanti 26 lingue differenti, confermando la crescente complessità culturale e linguistica dei percorsi diagnostici. Nel secondo periodo si è osservato un incremento significativo nell’utilizzo della Rowland Universal Dementia Rating Scale (RUDAS) come strumento di screening e valutazione iniziale (30.8% rispetto al 2.9% del periodo precedente). Parallelamente, sono stati introdotti test neuropsicologici cross culturali (CNTB, BAT, NAME), utilizzati in associazione a strumenti standard. L’impiego di mediatori culturali professionali è divenuto parte integrante del processo valutativo, contribuendo a migliorare l’accuratezza diagnostica e la qualità della comunicazione clinica. Permangono tuttavia criticità rilevanti che richiedono interventi sistemici: la carenza di normative validate per i test cross culturali; la necessità di comprendere e correggere le distorsioni legate al livello e alla qualità dell’istruzione, alle variabili culturali e ai processi di acculturazione, nonché alle competenze linguistiche; la formazione specifica del personale sanitario e dei mediatori/interpreti; e la necessità di una diffusione delle pratiche efficaci sul territorio nazionale. Tali elementi risultano essenziali per garantire un accesso equo ai servizi, una maggiore consapevolezza tra gli stakeholder e un miglioramento complessivo della qualità diagnostica nei percorsi dedicati ai pazienti CALD.

(Simone Pomati, Istituti Clinici Scientifici Maugeri IRCCS - Pavia)

Corsi/convegni e aggiornamenti dai siti web Immidem e Osservatorio Demenze

ERRATA CORRIGE: Vi informiamo che il XIX convegno “I Centri per i Disturbi Cognitivi e le Demenze e la gestione integrata della demenza” si terrà a Roma il 23 e 24 novembre 2026. È aperta la call for abstract, maggiori informazioni disponibili a questo link. Comunichiamo, inoltre, che è aperta la call for abstract, maggiori informazioni disponibili a questo link.

Sono ora disponibili il video e le presentazioni del convegno “Dementia in migrants living in Italy: promoting a diversity-sensitive clinical approach and provision of care” tenutosi a Roma il 27 marzo 2026. È possibile consultare il materiale a questo link.

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